Filtri chimici e filtri fisici: alla scoperta delle creme solari

Le creme solari rappresentano i cosmetici estivi che non devono mai mancare nella borsa da mare. Ogni estate dalla tv ad internet si cerca di far capire ai consumatori l’importanza di proteggersi dalle radiazioni solari applicando la crema giusta e nelle giuste quantità. Le pubblicità propongono creme solari di varie marche che vantano questa o quella proprietà, ma quale scegliere? Spesso infatti, quando ci si trova davanti agli scaffali del supermercato, si è in difficoltà. Non si sa mai (o quasi) quale crema solare preferire e alla fine si rischia di acquistare quella meno appropriata. In questo articolo faremo quindi un “viaggio” alla scoperta delle creme solari. Porremo l’attenzione ad un ingrediente fondamentale che rappresenta l’anima dei prodotti solari: i filtri chimici ed i filtri fisici.

filtri chimici e filtri fisici nelle creme solari
filtri chimici  e filtri fisici: gli ingredienti chiave dei solari

Conoscere gli ingredienti utilizzati nelle creme solari è uno dei passi fondamentali per garantire una protezione efficace dalle radiazioni, ma non è l’unico. Per proteggersi dal sole bisogna scegliere il prodotto solare più adatto innanzitutto in base al proprio fototipo e poi si deve applicare la crema nel modo giusto esponendosi al sole con coscienza.

Filtri chimici e filtri fisici

Vi ho appena detto che i filtri rappresentano l’anima dei prodotti solari, ma perché? Ebbene, i filtri sono gli ingredienti deputati alla protezione della pelle. Applicati sull’epidermide bloccano le radiazioni solari impedendogli di penetrare nella cute.

I filtri, in base al meccanismo d’azione, possono essere distinti in: filtri chimici e filtri fisici.

filtri chimici e filtri fisici
filtri chimici e filtri fisici: meccanismo d’azione

Filtri chimici

I filtri chimici (o organici) sono sostanze di sintesi che catturano l’energia delle radiazioni UV per evitare che vengano danneggiate le cellule dell’epidermide e del derma. L’energia che assorbono porta alla formazione di composti eccitati. Allo stato eccitato, questi composti liberano energia lentamente sotto forma di fluorescenza o calore tornando alla struttura iniziale e modificando la lunghezza d’onda di assorbimento, senza penetrare nella pelle. I vari filtri chimici possono agire su lunghezze d’onda diverse: alcuni assorbono solo i raggi UVA corti, altri solo gli UVB, altri ancora sia gli UVA lunghi che corti. Per questo il prodotto solare ideale (specialmente quello con un SPF alto) deve essere ad ampio spettro (cioè deve contenere un’associazione di filtri chimici UVA – lunghi e corti – e UVB) ed i filtri che contiene devono essere fotostabili (ovvero resistenti all’azione del sole, altrimenti diminuirebbe l’efficacia protettiva della crema).

Il limite dei filtri organici è rappresentato dal fatto che possono dare irritazioni, fototossicità e sensibilizzazioni. Ciò non deve tuttavia preoccupare in quanto l’allegato VI del regolamento cosmetico 1223/2009 stabilisce quali sono i filtri chimici autorizzati e la quantità massima da utilizzare. I prodotti solari in commercio, pur contenendo filtri chimici, possono pertanto essere considerati sicuri sia perché rispettano la legge sia perché sono associati a schermanti fisici e perciò i rischi derivanti dall’uso dei filtri organici sono ridotti. Tieni conto che il rischio derivante dall’uso dei filtri é sensibilmente minore rispetto ai pericoli a cui si andrebbe incontro se ci si esponesse al sole senza protezione. Attualmente tra filtri chimici e filtri fisici sono circa 30 quelli autorizzati per legge. Noi andremo a conoscere quelli più usati.

filtri chimici UVB
filtri chimici UVB
  • Ethylhexyl Methoxycinnamate ed Octocrylene

    Sono filtri organici derivati dell’acido cinnamico. Entrambi vengono introdotti nelle formulazioni dei prodotti solari perché assorbono l’energia delle radiazioni. L’Ethylhexyl Methoxycinnamate assorbe escludsivamente i raggi UVB. E’ fotostabile soltanto se usato da solo o in associazione con l’Octocrylene e il Drometrizole Trisiloxane.  E’ un ottimo solvente: nonostante sia messo in dubbio il suo profilo tossicologico, l’economicità rispetto ai filtri più recenti e la sua capacità di permettere la realizzazione di solari meno untuosi e meno viscosi lo rendono un filtro molto diffuso. Non è biodegradabile.

    L’Octocrylene protegge principalmente dagli UVB  e in misura ridotta anche dagli UVA corti. E’ fotostabile sia da solo che in associazione ad altri filtri ed è resistente all’acqua. Per legge entrambi possono essere usati a concentrazioni non superiori al 10%, a queste dosi infatti non risultano irritanti. Entrambi sono particolarmente inquinanti e dannosi per l’ecosistema marino. Niente allarmismi però, anche in ambito cosmetico è la dose che fa il veleno!

  • Drometrizole Trisiloxane

    E’ un filtro solare di origine chimica molto fotostabile che protegge dagli UVB e dagli UVA corti. Per un’azione ad ampio spettro deve essere associato ad altri filtri UVA lunghi. La concentrazione massima di utilizzo è del 15%. E’ noto come Mexoryl XL ed esplica il suo massimo effetto protettivo in sinergia con Mexoryl SX. L’associazione di questi due filtri è un brevetto esclusivo di uno dei più importanti marchi cosmetici in commercio (L’Oreal) che, per primo, ha introdotto il concetto di fotostabilità nei solari. Il Drometrizole Trisiloxane, infatti, è fotostabile. Ha molta affinità per la fase oleosa, pertanto è ottimo per la realizzazione di solari resistenti all’acqua. E’ adatto alle pelli sensibili che necessitano di una protezione solare efficace ed un’alta tollerabilità. Non è tossico per l’ambiente.

  • Benzophenone-3

    Appartiene alla categoria dei benzofenoni (è anche conosciuto come Oxybenzone). È un filtro chimico capace di difendere bene la cute sia dagli UVB sia dagli UVA corti. Nei solari, fino a pochi anni fa, poteva essere impiegato alla concentrazione massima del 10%. Tale concentrazione massima è stata però ridotta al 6%, a questa concentrazione è considerato sicuro dal comitato di sicurezza. Ciò non toglie che i cosmetici che lo contengono devono riportare in etichetta l’avvertenza “contiene benzophenone-3” in quanto può non essere tollerato da alcuni soggetti.

    Il benzophenone-3 può provocare fenomeni allergici o fotoallergici da contatto. Inoltre, ha un profilo tossicologico dubbio: è sospettato di essere un interferente endocrino ed è attualmente oggetto di diversi studi che ne confermino o smentiscano la sicurezza d’uso. Secondo l’Organizazzione Mondiale della Sanità, tuttavia, non è un interferente endocrino. Non è un un filtro rispettoso dell’ecosistema marino (ma non è l’unico). Risulta dannoso anche per l’ecosistema marino, in particolare é tossico nei confronti di alghe e coralli. Oltre che come filtro UV, può essere presente in altri cosmetici alla percentuale massima dello 0,5%  per proteggere la formula cosmetica. 

  • Salicilati

    Due esempi di questa classe, molto impiegati, sono l’Ethylhexyl Salicylate e l’Homosalate. Il primo può essere usato alla concentrazione massima del 5%. È un filtro chimico con un discreto potere assorbente nei confronti degli UVB e poco fotostabile, perciò nelle formulazioni deve essere associato ad altri filtri chimici e/o fisici che lo stabilizzano. L’Homosalate è un filtro stabile e molto efficace nei confronti dei raggi UVB ma non protegge dagli UVA. Nei solari può essere usato ad una concentrazione massima del 10%. Non consiglio l’applicazione dei solari che contengono Homosalate (e in generale dei filtri chimici di vecchia generazione) sulla pelle dei bambini. E’ biodegradabile.

    filtri chimici UVA
    filtri chimici UVA
  • Diethylamino Hydroxybenzoyl Hexyl Benzoate

    E’ un filtro chimico che protegge dalle radiazioni UVA. Per legge, nei prodotti per la protezione solare può essere usato alla concentrazione massima del 10%. È molto fotostabile e compatibile con altri ingredienti cosmetici. È un filtro ad ampio spettro capace di proteggere la cute dagli UVA corti e lunghi ma non dagli UVB. Per questo motivo deve essere associato a filtri UVB.

  • Butyl Methoxydibenzoylmethane

    Conosciuto come Avobenzone, nei prodotti pronti all’uso deve essere utilizzato ad una concentrazione massima del 5%. È un filtro UVA ad ampio spettro. È una sostanza non fotostabile (da solo cristallizza) quindi deve essere utilizzata in associazione con l’Octocrylene o Tinosorb nelle formulazioni più moderne e di ultima generazione. Questa associazione garantisce al composto non solo fotostabilità ma anche una protezione ottimale per la pelle perché l’Octocrylene è un filtro UVB.

    filtri ad ampio spettro
    filtri chimici ad ampio spettro
  • Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine

    Conosciuto come Tinosorb, è un filtro UVB e UVA di qualità ottima. Protegge dai raggi UVA corti e lunghi. I cosmetici che contengono questo ingrediente potrebbero avere un costo più elevato proprio perché è un filtro ad ampio spettro, molto stabile e sicuro. Può essere usato alla concentrazione massima del 10%. Massima protezione ed elevata sicurezza.

  • Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Acid

    Meglio noto come Mexoryl SX. E’ un filtro che garantisce una protezione ottimale sull’intero spettro UVA, anche le radiazioni ad alta energia. E’ altamente fotostabile, il suo effetto protettivo resta infatti inalterato in seguito all’esposizione al sole. La concentrazione massima di utilizzo nei solari è del 10%. Come per il Tinosorb, i solari che contengono Mexoryl SX (a maggior ragione se associato a Mexoryl XL) hanno un costo più elevato rispetto alle creme solari contenenti gli altri filtri chimici, soprattutto quelli di vecchia generazione. E’ un filtro altamente tollerato anche dalle pelli più sensibili. Ha il vantaggio di disperdersi nella fase acquosa delle emulsioni così da consentire la realizzazione di solari meno grassi e con texture più piacevoli. E’ un filtro a base di carbonio (proveniente da fonti rinnovabili), zolfo, idrogeno e ossigeno.

Filtri fisici

Il filtri fisici (anche detti inorganici) hanno proprietà schermanti. Agiscono come degli specchi mediante un meccanismo di riflessione/diffusione: le radiazioni solari vengono riflesse o diffuse e quindi non assorbite dalla superficie cutanea. Sono sostanze inerti, rispetto ai filtri chimici hanno un potere allergizzante minore. Non provocano surriscaldamento della pelle anzi la proteggono efficacemente. I filtri fisici autorizzati sono:

  • Ossido di zinco

    E’ uno schermante che riflette i raggi  UVB e UVA. Il suo uso come filtro solare non era previsto dal regolamento 1223/2009 ma, grazie ai continui progressi tecnici e scientifici, attualmente non è più vietato. L’allegato VI è stato infatti modificato dal regolamento 2016/621. Tale regolamento autorizza l’uso dell’ossido di zinco come filtro UV sia nella forma nano che nella forma non-nano ad una concentrazione massima del 25% in quanto privo di effetti nocivi. L’unica limitazione riguarda i cosmetici spray: l’ossido di zinco non può essere introdotto nei solari spray o comunque in quei cosmetici che possono comportare un’inalazione del prodotto perché potenzialmente tossico per i polmoni. Questo vale sia per l’ossido di zinco in forma nano sia in forma non-nano. Non garantisce al cosmetico un SPF elevato. Generalmente è utilizzato in combinazione con il biossido di titanio, soprattutto nelle formulazioni in cui non vengono impiegati i filtri chimici. Io sconsiglio la forma nano perché non è ecocompatibile e dagli studi scientifici emergono pareri contrastanti circa la sicurezza in caso di uso a lungo termine. 

  • Biossido di titanio

    E’ un filtro minerale che protegge la pelle dall’azione dei raggi UVB e, con minore efficacia, dai raggi UVA. Può essere impiegato alla concentrazione massima del 25%. Una caratteristica tipica di questo ingrediente è la patina bianco-azzurra che lascia sulla pelle una volta spalmata la crema solare. Per ridurre questo effetto cromatico, viene micronizzato (cioè ridotto in particelle piccolissime) oppure rivestito con alcune sostanze come il dimeticone (un silicone).

    Rivestito o sotto forma di nanoparticelle consente al formulatore cosmetico di usare uno schermante efficace e allo stesso tempo gradito al consumatore perché non lascia tracce biancastre sulla pelle. Inoltre, per aumentare la capacità di assorbimento degli UVA viene solitamente incorporato agli ioni manganese. Il vantaggio di questa incorporazione è che viene aumentata la sicurezza e l’efficacia nei confronti degli UVA, viene ridotta la produzione di radicali liberi ed eliminato il problema dell’effetto bianco che il filtro lascia, in quanto si tratta di una polvere beige. Il biossido di titanio nano (ovvero micronizzato) non appositamente rivestito non è una buona scelta perché rende debole ed instabile il prodotto solare: anziché proteggere la cute dai radicali liberi rischia di indurne la formazione.

Filtri chimici o filtri fisici?

A questo punto potrebbero, come spesso accade quando si parla di ingredienti di natura chimica, sorgere dei dubbi sulla sicurezza dei filtri chimici. Abbiamo già discusso del fatto che i filtri chimici possano provocare sensibilizzazioni e fotoallergie, mentre il profilo tossicologico dei filtri fisici è sicuramente migliore. Voglio ribadire, però, il fatto che usare prodotti solari contenenti filtri chimici non causa problemi alla salute di chi li usa. Il loro uso è autorizzato dalla legge perché alle concentrazioni stabilite non causano danni. Non si può parlare quindi di pericolo perché, più o meno come accade per i farmaci, il rischio di tossicità é minore (quindi accettato) rispetto ai gravi danni che si avrebbero con una scorretta esposizione al sole.

Nei soggetti particolarmente sensibili e predisposti alcuni filtri chimici (come tanti altri ingredienti naturali e di sintesi) possono risultare intolleranti. In questo caso consiglio di optare per creme solari che contengono soltanto filtri fisici e filtri naturali o filtri chimici di ultima generazione (come Tinosorb e Mexoryl). Il rischio di sensibilizzazione cutanea in questi soggetti sarà così minimizzato. Se, invece, non si soffre di allergie nei confronti dei filtri chimici, questi devono essere preferiti perché assicurano un livello più alto di protezione. Sia per i filtri fisici che per quelli chimici, sconsiglio le forme “nano”: i filtri solari possono e devono restare in superficie per svolgere la loro azione, non c’è necessita che penetrino gli strati cutanei.

Filtri naturali

Oltre a filtri chimici e filtri fisici, esistono anche filtri di origine naturale. Questi vengono solitamente introdotti in associazione agli schermanti fisici nei solari cosiddetti “bio”, privi di sostanze di origine sintetica. Un solare, però, per essere efficace ed assicurare una protezione alta (soprattutto ai fototipi bassi) non può contenere soltanto filtri naturali. I filtri naturali che possono essere aggiunti nei cosmetici, in associazioni ad altri schermanti, al fine di proteggere la pelle dalle radiazioni solari sono:

  • Vitamina C: aumenta la protezione verso gli UVB.
  • Vitamina E: accresce la protezione nei confronti degli UVB e degli UVA. Rallenta i processi ossidativi iniziati dai radicali liberi generati dai raggi infrarossi in seguito ad un’errata esposizione al sole.
  • Olio di semi di lampone: protegge la cute dal sole poiché contiene filtri UV naturali.
  • Olio di carota: è ricco di β-carotene che stimola la formazione di melanina. La melanina è il pigmento presente nella pelle (ma non solo) che protegge l’epidermide dalle radiazioni e stimola l’abbronzatura.
  • Curcuma: ha azione antiossidante, quindi protegge le cellule dai radicali liberi. Contiene filtri solari naturali con una protezione medio-bassa (quindi è utile per le pelli già abbronzate) ed accelera l’abbronzatura.
  • Olio di semi di Melograno ed Olio di crusca di riso: migliorano l’elasticità della pelle e contrastano il fotoinvecchiamento.

Ricorda  che questi sono solo alcuni dei filtri che potrai trovare leggendo gli ingredienti sull’etichetta di un prodotto solare. Se vuoi informazioni su altri filtri o altri ingredienti che trovi in etichetta, scrivi un commento e chiarirò ogni tuo dubbio 🙂